Chioggia: un incontro inaspettato

ARTE

2/2/20263 min read

A chi ha l’occasione o in programma una visita, Chioggia riserva non poche sorprese. Cuore pulsante e vivace della città è corso del Popolo, centro sociale e commerciale, che per l’ampiezza pare più un’immensa piazza o meglio un grande salotto, quello stesso salotto da cui nel Settecento il grande commediografo Goldoni prese spunto per offrire uno spaccato sociologico della numerosa e chiassosa popolazione di marinai, pescatori e donne nella sua famosa opera delle “Baruffe Chiozzotte”. A testimonianza di questo, da non perdere, sempre su corso del Popolo, il Palazzo della pittrice Rosalba Carriera dove in facciata una targa commemorativa ricorda che qui Goldoni vi abitò dal 1725 al 1729.

Lungo il corso principale sono concentrati ed allineati la maggior parte dei monumenti artistici della città insieme agli scorci e ai punti panoramici più caratteristici, a cominciare dalla piazzetta Vigo con la colonna sormontata dal leone di San Marco, affacciata sulla splendida laguna, e dal vicino ponte Vigo da cui si può ammirare una delle più suggestive vedute sul canale della Vena. Percorrendo il corso verso sud, si trova la chiesa di Sant’Andrea con accanto il campanile o torre omonima con l’orologio più antico del mondo tutt’ora funzionante e risalente al XIV secolo. Poco dopo il Palazzo Granaio, uno dei più antichi edifici di Chioggia risalente al 1320 con al centro della

facciata un’edicola con Madonna e Bambino attribuita al celebre Jacopo Sansovino, per oltre 40 anni architetto ufficiale della Serenissima. Al termine del corso si erge invece la grande mole del duomo dedicato a Santa Maria Assunta che nel suo grandioso interno a tre navate espone una splendida tela di G. B. Tiepolo rappresentante il martirio dei rasoi.

Oltrepassando la cinquecentesca porta Garibaldi, nel vicino museo civico della laguna sud, tra i molti reperti interessanti, spicca un’originalissima raccolta di pipe chioggiotte in terracotta dalla metà del Settecento alla metà del Novecento, note per la loro forma figurata spesso ritraente volti o teste di turco.

Infine una deviazione assolutamente da non perdere è quella che porta alla Chiesa di San Domenico che custodisce al suo interno tante preziose opere come il “S. Paolo” di Vittore Carpaccio, l’apparizione del Crocifisso a S. Tommaso d’Aquino di Tintoretto e soprattutto lo straordinario crocifisso ligneo quattrocentesco di scuola nordeuropea con il volto del Cristo che colpisce e impressiona per la vista dal basso: da un lato appare in agonia e sofferente con gli occhi socchiusi mentre dall’altro si mostra rasserenato nel riposo della morte. Infine, va ricordato che Chioggia vanta uno dei mercati ittici più rinomati e importanti d’Italia oltre a possedere una delle flotte di pescherecci più grandi dell’Alto Adriatico.

La ciliegina sulla torta, per poter completare la visita alla città dopo aver passeggiato per i suoi vicoli e le sue calli, è quello di effettuare un tour in battello della laguna della durata di un’ora per poter ammirare il profilo d’insieme di Chioggia e delle sue maggiori attrazioni. Con la motonave Anna, partendo dall’imbarcadero presso le fondamenta Merlin, si ha l’opportunità di esplorare i tre canali di Chioggia, di passare davanti a Sottomarina, di osservare gli allevamenti di mitili e le opere del Mose con tanto di spiegazioni, brevi soste e sottofondo musicale di accompagnamento.

Ma ecco, proprio quando la mente idealmente sta per riavvolgere come in un nastro le immagini e i momenti più significativi della giornata ormai al termine, l’incontro più bello e inaspettato. La motonave si ferma per qualche minuto, al solo suono dell’Ave Maria di Schubert, davanti alla candida statua della Stella Maris o Madonnina del Pescatore splendidamente illuminata dai raggi del sole che si riflettono e si amplificano nello scintillante luccichio delle onde del mare. Un incontro che fa vibrare le corde profonde dell’anima, che commuove e sembra voler esortare al bene e alla preghiera, che guida ed orienta la nostra vita come quella dei pescatori. Lei, l’interlocutrice privilegiata che intercede per noi presso il Figlio di Dio, a cui nulla è impossibile. Lei che benedice tutti e che geme per ogni sofferenza umana sembra voler ricordare ad ognuno di noi la sua fedele ed eterna protezione. Un incontro, quello con la Madonnina del Pescatore, indimenticabile, toccante e frutto del coraggio di una compagnia di navigazione che con questo encomiabile e significativo gesto di devozione ci ricorda che la vita, oltre ad essere un dono di Dio, va vissuta con uno sguardo al cielo per poter prendere le giuste distanze dall’imperante materialismo che spesso ci fa smarrire l’essenziale e il senso del vivere.

La statua della Madonna, posizionata nel 1956 su dei pali conficcati nel fondale, ha un legame forte con la comunità chioggiotta, in particolare con i pescatori di cui è protettrice e che ogni anno a luglio la onorano e la ringraziano portandole una corona di fiori. Affidarsi a Lei, non solo prima di prendere il mare ma in ogni altro momento importante della vita, è segno inequivocabile di fede ma anche di quella umiltà tanto bistrattata che non significa debolezza ma invece grande forza che deriva da quel Dio da cui dipendiamo in ogni azione.

In conclusione, la sosta della motonave Anna e la processione dei pescherecci davanti alla statua della Stella Maris sono un’esortazione a trovare un momento nella giornata in cui pregare per dare ristoro e nutrimento all’anima troppe volte dimenticata.