Dio non va in vacanza. O invece sì?
PAROLA DI DIO E SPIRITUALITÀ
9/10/20265 min read
“Dio non va in vacanza!” è la frase che sacerdoti, catechisti ed educatori di buona volontà si sentono spesso di indirizzare ai bambini e giovani loro affidati tra fine maggio e inizio giugno.
L’intento è quello di sottolineare che la pausa estiva, seppure coincida con la naturale sospensione delle attività scolastiche, sportive e di catechesi, non comporti che la vita di fede entri in un indefinito limbo.
La frase, a ben vedere, può anche essere letta in un modo differente e per certi versi opposto.
“Dio non va in vacanza” potrebbe anche significare che Lui rimanga legato alla ferialità, dunque indifferente ai luoghi in cui ci rechiamo per svago o per ritemprare spirito e mente.
Non è così, ovviamente, perché il Signore ci accompagna in ogni luogo ed è con noi, sia che vegliamo sia che riposiamo, come ricorda l’antifona al Cantico di Simeone nella preghiera di compieta.
Il punto è che forse, anche involontariamente, può esserci questa idea di incompatibilità tra le chiusure agostane e l’annuncio evangelico.
Una iniziativa nel torrido agosto salentino di questo 2026 può aiutarci a svolgere qualche riflessione.
Nella Chiesa di Santa Maria della Grazia, a due passi dalla centralissima Piazza Sant’Oronzo, il Rinnovamento nello Spirito della Diocesi di Lecce ha programmato, per sabato 29 agosto, dalle ore 22:00, “Una luce nella notte” un momento di adorazione eucaristica proposto nel cuore della città.
La Chiesa in questione, visitata il giorno della festa patronale (Sant’Oronzo si celebra il 26 agosto), accoglieva inoltre il visitatore con alcuni canti di lode in sottofondo che potevano colpirlo, sia per la bellezza delle melodie che per il testo.
Ci troviamo quindi di fronte ad un esempio di come l’annuncio evangelico non sia “andato in vacanza”, ma abbia invece trovato una strada per incuriosire i numerosi turisti che hanno visitato la Chiesa di Santa Maria della Grazia, dove l’iniziativa era preannunciata da una grande locandina, e intercettare passanti e curiosi transitati dalla movida nei pressi di tale luogo di culto.
Un buon modo per permettere alla creatività dello Spirito Santo di operare, superando le tante obiezioni che una iniziativa di questo genere può sollevare. È agosto; chi organizza l’adorazione? Chi vuoi che entri in una chiesa il sabato sera tardi? In città ci sono solo turisti che pensano a tutt’altro. Fa caldo e la gente cerca locali climatizzati, ecc..
Dunque, complimentandoci con questa iniziativa, e con le altre che saranno state messe in campo in tutta Italia anche nel mese di agosto, proviamo a fare qualche riflessione più generale.
Il primo tema è quello dell’apertura dei luoghi di culto.
Quando questi sono luoghi di interesse artistico è naturale che siano aperti. Più facile, invece, che l’interruzione delle attività parrocchiali come il catechismo e le attività associative, comportino chiusure più prolungate.
Nel primo caso, è bello che si possa pensare, come fatto a Lecce, a qualche messaggio che possa intercettare i turisti che in quel luogo si recano.
Nel secondo caso, dovremmo forse ricordarci che il luogo sacro può parlare più di tante parole e che ritrovarlo chiuso può forse rendere più difficile alla grazia di operare.
Cosa sarebbe accaduto a Alfonso Ratisbonne se non fosse entrato nella Chiesa di Sant’Andrea delle Fratte a Roma, per circostanze apparentemente causali, quel 20 gennaio 1842, quando era in procinto di lasciare la capitale?
Alfonso, nato a Strasburgo in una famiglia ebrea e cresciuto con un odio anticattolico dovuto alla conversione del fratello al cristianesimo, era entrato in quella chiesa solo per accompagnare un amico francese incontrato a Roma che doveva prendere accordi per un funerale e vi era rimasto alcuni istanti da solo.
Entrato in quella chiesa da oppositore del cristianesimo, ne uscì convertito all’istante, come scrisse lui stesso: “Alla presenza della Santissima Vergine, sebbene non mi dicesse parola, io compresi a fondo l’orrore dello stato in cui ero, la bellezza della religione cattolica, in una parola io capii tutto” (qui il racconto completo sul sito del Santuario del Miracolo).
Un ulteriore tema è quello della presunta incompatibilità tra svago e annuncio evangelico.
Forse inconsciamente può riproporre un nostro schema mentale, secondo il quale la vacanza è un tempo di stacco da tutto ciò che è fatica, sforzo, routine.
In realtà, i momenti in cui ci si concede un tempo di riposo e di vacanza possono essere l’occasione favorevole per andare al cuore delle cose. Nel turbinio della vita feriale, oppressi tra i tanti impegni e sviati dalle innumerevoli distrazioni, è più difficile ritrovarsi uno spazio di riflessione.
Pertanto, anche il turista più inconsapevole può trovarsi, all’opposto di quanto si possa pensare, nella condizione più favorevole per accogliere un annuncio, che sia un canto che risuona in una chiesa, un volantino, un invito a un incontro.
Come dice San Paolo, “Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza” (2 Cor, 6,2). Non c’è un tempo in cui l’annuncio possa essere accantonato. Accogliamo l’invito che Papa Francesco fece ad essere facilitatori della grazia (EG 47).
Del resto, non vorremmo davvero che per tanti fratelli valesse la conclusione amara alla quale giunge la vignetta, che è capitato di trovare esposta in alcuni luoghi di culto, sul procrastinare l’occasione favorevole per incontrare Dio (vedi foto).




L’ultimo punto di questa nostra riflessione attiene alla comunicazione.
Nell’era della intelligenza artificiale, quando ormai informazioni, transazioni, comunicazioni, si servono del web, è impensabile che la comunicazione parrocchiale passi solo attraverso bacheche, bollettini cartacei, avvisi estemporanei sui portoni della chiesa, o che non sia aggiornata.
Rendere disponibili on-line gli orari delle celebrazioni eucaristiche dovrebbe essere una attenzione ben presente, ad esempio nelle grandi città, dove spesso c’è un legame meno forte con la parrocchia legata alla propria residenza o domicilio, ma diventa esigenza vitale nei luoghi turistici.
Chi si trova in vacanza può interrogarsi sugli orari e i luoghi dove ci celebrerà la messa e il trovare informazioni oppure no, il reperirne di corrette o di non aggiornate, può fare la differenza tra l’osservare o no il precetto domenicale.
Si comprende quindi che anche questo servizio di presenza sul web non costituisce una forma di inutile efficientismo, ma è anzi il primo modo in cui si esercita la carità verso i fratelli che non sono del luogo.
Si potrà dire che i parroci sono oberati di incombenze e non possono gestire anche l’aggiornamento di un sito o una pagina facebook.
Benissimo, ecco un servizio al quale possono dedicarsi i laici senza perdere molto tempo, ma consci di svolgere, nel nascondimento, un’opera preziosa.
Dunque, vacanze sì, ma attenti a quanto ci suggerisce lo Spirito Santo!
Rispetta il nome di Dio
Combatti la bestemmia insieme a noi!
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