I suggerimenti di Don Alberto Ravagnani per dialogare con i giovani (2020)

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10/22/20252 min read

BESTEMMIARE È "CRINGE"

La nostra gioventù ama il lusso, è maleducata, si burla dell’autorità, non ha alcun rispetto degli anziani” diceva già Socrate e quindi il problema dei comportamenti dei giovani e delle preoccupazioni che suscitano negli adulti è un tema che accompagna da sempre l’umanità. Quello che si può osservare oggi è un diffondersi, anche tra i giovanissimi, di un linguaggio blasfemo che sembra non avere alcun argine.

Se n’è accorto, ad esempio, Don Alberto Ravagnani, giovane brianzolo con origini venete, che, prima di abbandonare (purtroppo) il sacerdozio, ha deciso di servirsi dei social per parlare di fede.

Come racconta lui stesso, da prete si è dovuto scontrare con il paradosso di sentirsi chiedere delle giustificazioni sui rimproveri fatti ai ragazzi che sentiva bestemmiare addirittura in oratorio.

Che fare poi se il nome di Dio viene oltraggiato da chi non è credente, irride l’autorità e vede qualsiasi divieto come un limite alla propria libertà?

Il giovane sacerdote ha deciso di giocare, come si suol dire, “in trasferta”, non sul terreno più comodo dell’oratorio, ma provando a parlare anche al ragazzo che passa per strada, che naviga sui social, che non usa un lessico da educanda.

Ha così realizzato, ormai nel 2020, un video proprio sulle bestemmie. Qualcuno potrà storcere il naso sull’uso dei social, sulle modalità un po’ troppo scanzonate per trattare un tema così serio, sugli ulteriori e successivi esperimenti social di Don Ravagnani e sull'epilogo della sua vocazione sacerdotale. In questo caso, tuttavia, noi ci soffermiamo sul contributo di questo singolo video e sul fine nobile di raggiungere coloro che altrimenti resterebbero sordi a qualsiasi riflessione troppo seria sul tema.

Allora il video di Don Alberto può essere utile perché contiene spunti interessanti e perché può aprire un dialogo con chi rifiuterebbe ogni approccio diverso (e da lì in poi, chissà, magari si potrà anche riuscire a tornare più seri).

Don Alberto parte da una riflessione nata sulla musica rap, da uno speaker di Radio Deejay (Michele “Wad” Caporosso), che così si esprimeva: “Quando un rapper bestemmia o allude alla bestemmia la sua musica muore un po’ perché perde il suo valore artistico. Azzera il suo peso culturale. Dovrebbe far ridere? Che roba è? Dà virilità all’artista?”.

Per Don Alberto Ravagnani, che parla evidentemente ai lontani e ai non credenti, bestemmiare è “cringe”, termine inglese in uso tra i giovani che significa, “imbarazzante”.

Fa dunque tre ipotesi su chi bestemmia ed evidenzia quanto questo denoti l’esistenza un problema non risolto.

C’è il caso di chi usa la bestemmia come un’espressione come un’altra per rafforzare il discorso. Tuttavia, il concetto di Dio è diverso dagli altri e appiattire il nostro linguaggio senza riconoscere le diversità non può che dimostrare la povertà del nostro eloquio e allo stesso tempo del nostro pensiero.

Poi c’è chi invoca impropriamente la libertà e vuol dimostrare di non sottostare a limiti e regole. Tuttavia le regole e limiti ci sono necessari, perché in loro assenza – e dovrebbe essere facile capirlo riflettendoci - le conseguenze sarebbero davvero disastrose.

Infine, c’è chi utilizza la bestemmia per sfogare la rabbia. Al massimo della rabbia corrisponde l’insulto alla massima autorità. Ma questo ricorrere all’insulto alla massima autorità per ogni stupido contrattempo o fastidio, manifesta una preoccupante incapacità di gestire la rabbia.

Insomma, davvero “cringe” come dice Don Alberto Ravagnani.

Il video di don Alberto Ravagnani
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